
MYheART
2026
Misure variabili
Macchina disegnatrice
MYheART è un dispositivo relazionale che mette in dialogo arte, tecnologia e biologia, trasformando i dati biometrici del fruitore in un’esperienza visiva unica e irripetibile.
L’opera si attiva attraverso un gesto tanto semplice quanto universale, una stretta di mano. Nel contatto con una mano artificiale dotata di sensori, vengono rilevati battito cardiaco, temperatura corporea e conducibilità elettrica della pelle. Questi segnali, normalmente invisibili, vengono tradotti in tempo reale da un braccio robotico collaborativo in un disegno generativo, in cui colore, ritmo e struttura del segno variano in funzione della risposta fisiologica di ogni partecipante. La macchina non interpreta né giudica i dati raccolti, li ascolta e li restituisce come tracce di una presenza, rendendo visibile ciò che appartiene alla sfera più intima dell’essere umano. Ogni disegno diventa così il ritratto irripetibile di un incontro, testimonianza di una relazione tra corpo e tecnologia che si costruisce nell’istante dell’interazione.
Lontano da una visione della tecnologia come elemento di distanza, MYheART la propone come estensione sensibile dell’esperienza umana, capace di rivelare connessioni invisibili e di trasformare il dato scientifico in linguaggio poetico.
L’opera riflette sul confine tra misurazione ed emozione, tra organismo e macchina, invitando il pubblico a interrogarsi sul rapporto tra identità, presenza e percezione.
Realizzata in collaborazione con l’ICELab – Industrial Computer Engineering dell’Università di Verona, MYheART nasce dall’incontro tra ricerca artistica e innovazione tecnologica, dimostrando come discipline apparentemente distanti possano convergere in un’unica esperienza estetica e relazionale.